Scopriamo insieme il romanzo: “La bambina che amava Tom Gordon”

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Il 10 marzo 2020, con molta probabilità, la nostra vita è cambiata per sempre. Da quel giorno il mondo che avevamo imparato a conoscere forse non esiste più: sono cambiate le nostre abitudini, sono cambiate le nostre priorità, abbiamo iniziato a comprendere cosa sia veramente importante e cosa sia indispensabilmente superfluo.

 


Tutto questo nel corso delle settimane, mi ha fatto sentire intrappolato, impotente davanti a ciò che stava succedendo; mi ha fatto identificare come il protagonista di uno dei tanti romanzi del noto scrittore e sceneggiatore statunitense Stephen King. Considerato tra i più celebri autori di letteratura fantastica e horror del XX secolo.

Non ho mai nascosto la mia passione per questo romanziere a lungo, però, sottostimato dalla critica letteraria, tanto da essere stato definito sul Time, in maniera dispregiativa <maestro della prosa post-alfabetizzata >.

Tuttavia la sua sorprendente capacità di raccontare la fanciullezza e quei legami indissolubili come l’amore, l’amicizia, la lealtà, la giustizia, lo hanno portato successivamente ad essere paragonato a Charles Dickens. Nella sua lunga carriera ha pubblicato oltre sessanta opere vendendo complessivamente più di 400 milioni di copie e molte delle sue storie hanno avuto trasposizioni cinematografiche e televisive.

Qui vi parlerò di un suo libro (circa 300 pagine), a molti sconosciuto, che può essere letto in breve tempo, può tenervi compagnia in qualche giorno di questa quarantena forzata, può proiettarvi nel mondo infinito di King. Il romanzo in questione è: “La bambina che amava Tom Gordon”. Il mio testo, della mia libreria personale, è un’edizione Sperling del 1999 con le pagine ingiallite.


Racconta di una bambina di soli nove anni Trisha che si perde nel bosco sui monti Appalachi. Inizialmente verrà aiutata dal suo istinto, dalla provvidenziale saggezza dell’infanzia, dal suo walkman e dalle partite dei Red Sox, squadra di baseball dove gioca il suo eroe Tom Gordon. Poi, però, qualcosa inizia a cambiare, la fiducia inizia a scomparire e “qualcosa” insegua la bimba tra gli alberi…

Le rughe che si erano formate sulla fronte di Trisha si distesero lentamente quando si rese conto di che cos’erano. Si dimenticò d’incanto di essere in quella palude, di essere bagnata, infangata e stanca, di essersi perduta“.


Cosa c’è di interessante in questo romanzo? Diversi sono gli elementi stimolanti: la quasi assenza di dialoghi, la protagonista così giovane, con le sue paure e le sue speranze, con la quale noi tutti possiamo immedesimarci, i rumori sinistri e strani della foresta che fanno accrescere ansie e incertezze, la presenza di un simbolo, di un eroe a cui aggrapparsi per sopravvivere, le descrizioni, immancabili, precise, crude e acute dell’autore che rendono la storia assolutamente reale.

Non vi resta allora che procurarvi il racconto e leggerlo. Fatevi un’idea, io aspetterò i vostri commenti.

“Il mondo è uno scenario delle peggiori brutture e temo che tutto ciò che senti sia vero, dichiarò la voce vesposa”.

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