Il Ponte del diavolo di Civita

L’articolo che segue parla di un piccolo paese incastonato ai piedi del monte Pollino e della leggenda del ponte del Diavolo. Sono convinto che molti di voi amano l’avventura, i paesaggi, le montagne, i fiumi, ma tutto assume una forma e un colore leggermente diverso se viene avvolto da un velo di esoterismo e di mistero.

Civita venne fondata, secondo la storia tradizionale, intorno al 1467 da famiglie albanesi sulle rovine di una delle venticinque città della Sibaritide, bruciata dai Saraceni nel 1014. L’impronta orientale della cittadina la si può vedere principalmente nell’architettura dei suoi monumenti più importanti e soprattutto nelle chiese, nelle quali vengono tuttora celebrate le funzioni liturgiche bizantine in greco.

Al suo interno, le gole del fiume Raganello sono un’area naturale protetta: esse regalano degli scenari paesaggistici bellissimi che nulla hanno da invidiare agli esempi più celebri del mondo. All’interno delle gole si possono eseguire alcune pratiche sportive come il canyoning e il torrentismo. Sono tantissimi i visitatori, soprattutto nei mesi estivi, che si danno appuntamento per un’escursione lungo il corso del Raganello.

Ciò che rende tutto più affascinante, a mio avviso, è la presenza del famoso ponte del Diavolo. Un ponte in pietra ad arcata unica sospeso nel vuoto che, secondo la leggenda, venne costruito da Lucifero in persona. Sembrerebbe che il ponte venisse utilizzato in epoca romana per attraversare il corso del fiume, conosciuto col nome di Alcalandros (il Raganello). Secondo le credenze popolari il ponte però venne costruito dal diavolo su richiesta di un abitante del luogo.

Narra la leggenda che, un proprietario terriero dell’area di Civita chiese a Lucifero in persona di edificare il ponte in cambio dell’anima del primo essere vivente che lo avesse attraversato. In una notte sola Belzebù eresse il ponte congiungendo così le due sponde della valle. Il diavolo si appostò nell’attesa del primo malcapitato per ricevere la sua ricompensa, ma l’uomo fu molto astuto e fece attraversare il ponte a una pecora. Lucifero resosi conto dell’imbroglio si arrabbiò tantissimo e cercò di distruggere la sua opera, ma non vi riuscì perché l’aveva costruita in ottimo modo. La lotta tra l’uomo e il diavolo fu spietata e, sempre secondo la leggenda, ancora oggi si possono vedere alcuni segni lasciati sulle pietre del ponte.

Per chiunque volesse approfondire ecco alcuni link utili per acquistare dei libri molto interessanti:

F. Bevilacqua,  Il parco nazionale del Pollino. Guida storico naturalistica ed escursionistica, Rubbettino, 2014.

 

 

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