Il castello bizantino di Amantea

Nel corso dei secoli il significato della parola castrum ha subito una sostanziale trasformazione, passando da accampamento militare a sistemazione permanente. In alcune regioni d’Italia il fenomeno, che ha preso il nome di incastellamento, ha determinato una radicale riorganizzazione del territorio e dell’economia rurale, mutando notevolmente il paesaggio agrario.

Anche in Calabria, come abbiamo visto in articoli precedenti, l’incastellamento è un fenomeno importante, da non sottovalutare. L’intero territorio calabrese, infatti, è cosparso di castelli, torri, torrioni e fortificazioni.

Amantea è un importante centro della costa tirrenica calabrese in provincia di Cosenza. Fu, in passato, colonia crotoniate e nel corso dei secoli fu dominata dagli Arabi che sostituirono il suo nome: da Nepetia a “Al-Mantiah” ovvero “La Rocca”. Ed è proprio in questo dato da ricercare la nascita della primitiva fortificazione, poi diventata castello vero e proprio nel corso degli anni.

Furono i Bizantini a scacciare gli Arabi dopo quarant’anni di dominazione e poi i Normanni a loro volta si dedicarono a “ripulire” il territorio e, in accordo con il papato, a rilatinizzarlo. Il castello subì delle importanti modifiche con la presenza degli Svevi.

Il castrum si trova su un altopiano, con una splendida vista sul Mar Tirreno e sul torrente Oliva, a protezione della via che conduceva a Cosenza, la città dei Bruzi. Il castello aveva un perimetro quadrangolare, una piazza d’armi e alcune cisterne per contenere l’acqua piovana.  Tutto l’impianto era circondato da possenti mura e da un lungo fossato; nella zona occidentale poi si trovava la torre angioina che comprende oggi la parte più conservata dell’intera fortificazione.

Il castello, come molti altri monumenti calabresi, fu distrutto dai due orrendi terremoti del 1638 e del 1783 che ne modificarono notevolmente l’aspetto. Oltre a ciò, nel corso delle battaglie napoleoniche fu teatro di numerosi attacchi, per essere poi abbandonato all’inesorabile trascorrere del tempo. Solo nel 2008 il comune di Amantea, rilevando l’intera area, ha provveduto a restaurare e rendere accessibili alcune zone del castello.

 

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